Nome progetto: WRAP

Regione: Emilia Romagna

Categoria: Chiesi Farmaceutici Life Sciences

Menzioni: Social innovation

Azienda:

M3datek
Società a responsabilità limitata
11/11/2016
www.m3datek.com

Componenti:

Lisa Elviri – CEO – lisa.elviri@m3datek.com
Marco Silvestri, Director of Technological Innovation – marco.silvestri@m3datek.com
Ruggero Bettini, Scientific Advisor – ruggero.bettini@m3datek.com
Ruben Foresti, Technology COO – ruben.foresti@m3datek.com
Annalisa Bianchera, Biopharmaceutical COO – annalisa.bianchera@m3datek.com
Carlo Bergonzi, Project Manager – carlo.bergonzi@m3datek.com

Idea:

Il progetto WRAP si dedica alla produzione di cerotti e hydrogel a base di biopolimeri naturali, come il chitosano, mediante tecnica di stampa 3D, per il trattamento di ferite della pelle.

Sintesi:

Nei paesi sviluppati lo stile di vita ha portato ad un incremento esponenziale delle patologie da diabete; più di ventotto milioni di persone soffrono di ulcere da diabete, molte delle quali non regrediscono fino all’amputazione degli arti. Attualmente non c’è una soluzione definitiva sul mercato, questo impatta fortemente sulla qualità della vita e sui costi del sistema sanitario. Dopo un’accurata analisi del sistema biologico necessario per la proliferazione cellulare, è stato sviluppato e realizzato il modello 3D del bendaggio WRAP, bio-assorbibile, flessibile e traspirante, in questo modo è possibile ottenere un trattamento di lunga durata riducendo i costi di assistenza sanitaria. Si vuole così proporre una nuova terapia, in grado di controllare la guarigione delle ulcere, prevenire le necrosi e le disabilità permanenti. Attraverso il materiale brevettato dal Team WRAP (M3DATEK srl), già testato sulle persone, è stata dimostrata la potenzialità del prodotto di ridurre i tempi di guarigione. Questo materiale, unito alla tecnologia di stampa 3D sviluppata da M3datek e attualmente sotto richiesta di brevetto europeo, permette di creare dei cerotti di hydrogel con una struttura accuratamente controllata e ripetibile, rendendo così possibile lo sviluppo di svariati prototipi cambiando solo il disegno del modello tridimensionale, attraverso un processo che non prevede il raggiungimento di pressioni rischiose per l’uomo e l’utilizzo di materiali tossici.