Nome progetto: NIB Biotec

Regione: Piemonte VdA

Categoria: Chiesi Farmaceutici Life Sciences

Componenti:

Sergio Occhipinti, capogruppo, occhipinti@nibbiotec.com
Mirella Giovarelli, responsabile R&D, mirella.giovarelli@unito.it

Paolo Gontero, Advisor, consulente area clinica
Giulio Mengozzi, Advisor, consulente area diagnostica
Franco Napoletano, Advisor, rappresentante dei pazienti

Idea:

Rivoluzionare lo screening del tumore alla prostata con un test su urina, economico, rapido, non invasivo, che riduce il numero di biopsie prostatiche necessarie.

Sintesi:

Il tumore alla prostata è la malattia oncologica più frequente nel sesso maschile. Attualmente ogni uomo sopra i 50 anni riceve un’indicazione ad eseguire un test in cui si quantifica in un campione di sangue il marcatore Antigene Prostata Specifico (PSA). I soggetti con livelli di PSA considerati sospetti vanno incontro ad un esame altamente invasivo, ovvero la biopsia prostatica. Tuttavia, solo il 25% di essi dimostra di avere effettivamente la malattia, indicando l’assoluta necessità di un test di screening più efficiente. Nonostante sia ormai assodato che il sistema immunitario sia in grado di attivarsi contro le cellule tumorali, l’idea che questo possa essere usato come un “sensore” naturale per la diagnosi di una malattia non è stata ancora abbastanza considerata. Abbiamo individuato una combinazione di molecole differentemente espresse nelle urine di soggetti sani e pazienti con tumore alla prostata alla prima diagnosi. La valutazione contemporanea di queste molecole permette di discriminare tra soggetti sani e malati in maniera più efficiente rispetto alle procedure standard ed è oggetto di una domanda di brevetto recentemente depositata. Noi proponiamo un biosensore lab-on chip, producibile a bassi costi, per la quantificazione di queste molecole in modo da evitare la biopsia prostatica a circa il 50% dei soggetti che sicuramente saranno privi da malattia.

Curiosita:

Ogni anno per via del test del PSA solo in Italia circa 150.000 uomini si sottopongono alla biopsia prostatica per la prima volta, con una spesa che si aggira intorno ai 60 milioni di euro. Tuttavia, circa 110.000 di questi uomini non riceverà una diagnosi di tumore. La riduzione del numero di biopsie avrà un forte impatto sul Sistema Sanitario e sulla qualità della vita delle persone.