Dati relativi ad edizioni precedenti

(fonte: Report Netval 2016, dati aggiornati al 31-12-15)

Sono tantissimi gli spunti di riflessione che emergono dando un’occhiata e analizzando i dati delle edizioni passate del PNI.
La prima cosa che salta all’occhio è come nel corso degli anni la manifestazione sia riuscita ad incrementare il numero di Regioni partecipanti e, di conseguenza, il numero di idee che si sono sfidate all’atto finale della competizione. Infatti si va dalle 5 regioni partecipanti del 2003 fino alle 18 dell’ultimo anno, picco già raggiunto nel 2012; mentre per quanto riguarda il numero di partecipanti alle fasi finali si passa dai 14 del 2003 ai circa 60 delle ultime edizioni; il massimo si è avuto nel 2011 con 70 progetti partecipanti alla finale di Torino.

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Un altro dato interessantissimo, se non ancora più interessante è quello che riguarda il numero di idee presentate durante il PNI che si sono poi effettivamente tramutate in imprese. Se guardiamo esclusivamente al numero assoluto di idee che si sono realizzate in imprese non possiamo non accorgerci che esiste una tendenza positiva: dal 2003 al 2009 il numero di imprese attivate a coronamento del PNI è passato da 5 a 31, aumentando costantemente anno dopo anno. Dal 2009 in poi questo numero ha oscillato lievemente raggiungendo un ottimo picco nel 2012, quando le imprese sono state 36. I dati sono aggiornati al 31-12-15 per cui il numero di progetti dell’edizione 2015 trasformati in imprese non è coincidente con il livello effettivamente raggiunto nel corso del 2016.

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A questo punto potrebbe essere interessante rapportare gli stessi ragionamenti affrontati finora a livello regionale. Qual è la regione che ha portato più idee alla fase finale del PNI? In quale regione c’è il maggior tasso di trasformazione delle idee in imprese?

Partiamo col dire che i progetti finalisti totali dal 2003 al 2015 sono stati 637 e di questi ben 302 si sono trasformati in aziende vere e proprie. Il tasso di trasformazione generale quindi si attesta su una media del 46,1%: questo vuol dire che quasi la metà delle idee che arrivano all’atto conclusivo della competizione, riescono a raggiungere il loro obiettivo, cioè costituirsi in impresa e cominciare il loro business. Questo dato rafforza lo splendido lavoro svolto dall’associazione che, certamente, cercherà di migliorarlo ulteriormente.
Ma per tornare al punto di partenza, quale è la regione più virtuosa?
I dati riguardarti le presenze assolute potrebbero essere poco indicativi, essendo “sporcati” dal fatto che regioni più grandi hanno diritto a più posti in finale,quindi è più interessante valutare quante delle idee che una regione ha portato all’atto conclusivo si siano effettivamente trasformate.
A vincere questa speciale classifica è la Toscana che con un tasso del 83% si attesta ben sopra la media generale. Infatti delle 42 idee arrivate al PNI, addirittura 35 sono diventate imprese. Subito dietro troviamo il Piemonte e la Valle d’Aosta (70%, 40 su 57) che, ad eccezione di poche edizioni, partecipano come una sola regione. Sul gradino più basso del podio poi troviamo la Puglia, con un tasso di trasformazione del 68%

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Nella tabella seguente le regioni sono ordinate in base al numero assoluto di imprese attivate e di conseguenza alla percentuale di trasformazione della sul totale nazionale delle imprese attivate, che indica quante delle idee totali che si sono trasformate appartengono a quella determinata regione. Notiamo come in questo caso a passare al primo posto siano Piemonte e Val d’Aosta;

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Infine potrebbe essere interessante fare un focus più approfondito sulle edizioni più recenti del premio, passando in rassegna alcuni dati significativi:

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La distribuzione delle categorie è quasi perfettamente equa, ma si nota comunque una certa predominanza di progetti di Life Science cioè prodotti e/o servizi innovativi per migliorare la salute delle persone

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